Al centro della proposta c’è il lavoro di una figura innovativa: l’animatore/trice di prossimità.

Una figura assunta e formata – in un percorso di formazione-azione che ha coinvolto anche altre persone – per raccogliere i bisogni emergenti della comunità a partire da quelli più immediati, del quotidiano, cercando risposte, possibilmente non individuali.

Tutto questo è stato realizzato sperimentando strumenti di cooperazione sociale e territoriale per coinvolgere i destinatari primari delle sue azioni, le persone più anziane, a divenire attori di sviluppo locale partecipato.

Grazie al supporto di attori pubblici e privati del territorio in un anno di progetto sono state riattivate reti di prossimità e favorita la ricostruzione di filiere di prodotti e servizi, valorizzando in primis quelli provenienti da realtà di economia solidale, resi disponibili ad un pubblico vasto anche nei nuovi spazi di Cellulosa.

Qui, infatti, la ristrutturazione e l’apertura dei locali della Biblioteca nella quale si sono tenuti gli incontri di progetto, ha consentito l’ampliamento di luoghi di ri-socializzazione e scambio intergenerazionale nei quali la memoria del passato di Lama di Reno ha incontrato e nutrito le prospettive, anche di lavoro, del futuro della comunità.

La piattaforma digitale realizzata con il progetto è stata proposta all’utilizzo anche dei più anziani che, in questo modo hanno potuto utilizzarla superando un digital divide escludente e ritrovando legami di prossimità.

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