Il resoconto valutativo di un progetto è la parte conclusiva di un percorso di ricerca e osservazione sul campo, spesso condiviso con gli attori del progetto medesimo, interessati a cogliere alcuni elementi di processo e a discutere le evidenze emerse durante il lavoro, spesso impegnativo e a tratti sorprendente.

Secondo una prassi metodologica consolidata, per conseguire una valutazione standard prima si definiscono, nel disegno della valutazione, le dimensioni da sottoporre a valutazione nonché gli strumenti (indicatori ecc.) che si intendono utilizzare poi, durante la fase attuativa del progetto, si procede alla rilevazione dei dati per costruire i giudizi valutativi finali.

Vi sono tuttavia dei casi – ampiamente noti in letteratura – in cui questo programma di lavoro deve venire rivisto alla luce dello svolgimento dell’intervento (progetto, programma) che si deve valutare. È il caso dei progetti che manifestano una marcata valenza sperimentale, assumendo per questo una struttura fortemente esplorativa e a tratti innovativa. Ciò, dal punto di vista della metodologia valutativa, richiede un cambiamento della domanda che guida la valutazione: quest’ultima, nei progetti ad elevata codificazione, chiede fondamentalmente se e in che misura gli obiettivi dichiarati a monte siano stati raggiunti. In questo caso la raccolta dei dati fornisce già buona parte degli esiti valutativi in quanto la preoccupazione principale è data dalla stima dello scostamento rispetto al valore atteso.

Nel caso di un progetto sperimentale invece la domanda, come dicevamo, cambia per chiedere “ciò che è accaduto è buono?” vale a dire, vi sono delle valenze positive ai fini progettuali? Come si capisce, si tratta di uno spostamento semantico significativo che implica un’attenzione particolare non tanto al grado di raggiungimento degli obiettivi dichiarati quanto ai processi interni in termini di apprendimento, innovazione, cambiamento.

Abbiamo dovuto descrivere questo slittamento di piano perché il progetto Proxima ha rivelato una forte natura sperimentale e innovativa che ha indotto il valutatore a produrre, di comune accordo con la direzione del progetto, uno cambio di prospettiva – privilegiando i processi e la loro carica sperimentale, senza tuttavia trascurare gli elementi quantitativi. Gli indicatori iniziali, quando si è reso necessario ai fini della rilevazione, sono stati adattati o in parte modificati.

A questo link proponiamo il bilancio sociale del progetto scaturito dall’evoluzione valutativa fin qui descritta, sperando di fare cosa utile tanto per il decisore quanto per i gruppi di lavoro impegnati nella rigenerazione dei territori.

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