Un percorso di formazione-azione. Le fasi e gli eventi…
Ciascuna realtà rappresenta un contesto unico, sicuramente dal punto di vista economico ma prima ancora per la conformazione e la storia propria e dei suoi abitanti, per la composizione demografica, per il livello di coesione sociale che esprime e che rende i legami di comunità e, prima ancora quelli di prossimità, più o meno fragili e in grado di sostenere la qualità della vita delle persone, soprattutto quelle più deboli.
Lavorare per individuare e valorizzare le potenzialità che un luogo può esprimere, in una logica di sviluppo locale partecipato e attraverso lo sviluppo di reti tra i diversi attori territoriali, è già di per sé impresa complessa.
Lama di Reno è per noi la sfida prioritaria ma in questa riconosciamo la sfida che tutte le frazioni e i comuni, più o meno grandi, dell’area della Valle del Reno sono chiamati ad affrontare e, visto che i luoghi sono geograficamente vicini, ciascuno potrebbe affrontare le sfide di questo nuovo tempo anche valorizzando le esperienze degli altri e potenziando le opportunità comuni in una logica di rete.
Il percorso formativo che abbiamo proposto tiene conto di questa complessità e di questa sfida ed è per questo che non ha carattere frontale ma utilizza un approccio peer to peer seguendo la metodologia della ricerca-azione, alternando incontri in presenza di una giornata al lavoro sul campo con il coinvolgimento diretto di cittadini e altri soggetti del territorio.
Le fasi del percorso di formazione-azione
Prima fase – Settembre 2024- Gennaio 2025
Sarà la fase iniziale e, dunque, decisiva per il prosieguo del progetto.
Nel primo incontro in presenza i/le partecipanti non sono stati chiamati soltanto ad una presentazione reciproca ma si è chiesto loro, rispetto al “sapere” e al “saper fare” legato al profilo dell’animatore/trice di prossimità, si mettere in comune con gli /le altri/e partecipanti aspettative, talenti e ciò che sentono che manca loro (punti di forza e debolezza, …)
Da qui è iniziato il lavoro di co-progettazione del percorso e, in particolare di pianificazione operativa della prima fase che ha compreso:
- L’approfondimento dell’analisi di contesto con la metodologia della ricerca-azione a partire sia dall’aggiornamento e dall’approfondimento dei dati forniti in fase progettuale (fonti oggettive), sia dal riprendere i contatti con i “testimoni privilegiati” già interpellati per ri-coinvolgerli a pieno titolo nel percorso chiedendo loro di rinnovare la disponibilità ad essere “nodi” della costruenda rete di prossimità.
- Raccolta di memorie e testimonianze orali. E’ stato il modo partecipato per ricostruire il contesto di Lama di Reno, una frazione in cui la storia passata del luogo si lega alla storia recente (la cartiera) e a quella presente (Cellulosa) e con la storia dei suoi abitanti più anziani che sono al centro delle attività del progetto. Proprio la cartiera Rizzoli – poi Burgo-Marchi – non vive più della sua storia passata ma di una nuova vita.Un passaggio molto importante per il progetto e per il percorso formativo perché la raccolta di memorie e testimonianze non è stata rivolta solo al passato, ai ricordi ma al presente e al…futuro delle persone di e in quella comunità: non solo i più anziani legati alla storia della cartiere ma anche i nuovi abitanti. Non solo ricordi ma bisogni e… desideri. E tutti sono entrati a pieno titolo nella storia di Lama di Reno, attraverso più di 20 interviste non strutturate, individuali o di gruppo, audio-registrate, e oggetti (foto,scritti, …) che i/le partecipanti al percorso hanno raccolto.
- Studio e sistematizzazione del materiale raccolto. Sarà un momento importante di reale integrazione con il partner Sargo sia perché la piattaforma si propone come il luogo nel quale il materiale raccolto verrà depositato, a disposizione dei partner e del progetto e dei partecipanti; sia perché proprio i bisogni e i desideri espressi dalle persone intervistate e coinvolte dovranno essere il motore principale per fornire loro i collegamenti necessari per avere “risposte di prossimità”.
- Restituzione del lavoro svolto. Quanto è stato raccolto continua ad appartenere alle persone e alla comunità. A loro, dunque va restituito e questa prima fase si è conclusa con un evento, proprio a Cellulosa, il 13 febbraio 2025, che ha avuto l’obiettivo di mettere in moto la soggettività di chi si è reso/a disponibile ad essere “intervistato/a” e si è reso disponibile a partecipare anche alla realizzazione dell’evento, anziano/a o più giovane che sia e alle iniziative che ne sarebbero seguite.
L’evento del 13 febbraio è stato perciò un momento di sintesi dal quale ripartire per la seconda fase del percorso, proprio sulla base dei bisogni, dei desideri, delle disponibilità delle persone coinvolte ad esercitare, nel modo che potranno e vorranno, cittadinanza attiva e collaborazione solidale.
Seconda fase – Febbraio-Aprile 2025
E’ la fase in cui i/le partecipanti al percorso iniziano ad organizzare le risposte ai bisogni e ai desideri espressi.
Da qui le domande da farsi e da fare: a quali bisogni/desideri dare priorità? Bisogni individuali, necessità materiali, bisogni di socializzazione, bisogni espressivi, come rispondere? Ci sono risposte dai servizi del territorio (pubblici o di cooperative, di associazioni, di altri soggetti privati)? Se non ci sono risposte di prossimità, dove trovarle?
La “registrazione” delle domande e la possibilità di offrire risposte anche in una logica collaborativa e di reciprocità, apre almeno a due sfide:
- creare/ri-creare legami e reti solidali tra persone
- creare/ri-creare collaborazione e network tra istituzioni e altri soggetti del territorio, anche superando i “confini territoriali dei diversi comuni e comunità (nella logica di costruzione del network più allargato).
Anche qui va sottolineato il ruolo permanente che la piattaforma gestita dal partner Sargo dovrà svolgere, sia come “luogo virtuale” per la ricerca autonoma delle risposte, sia come strada per superare barriere di isolamento e solitudine.
La formazione/accompagnamento all’utilizzo degli strumenti e dei linguaggi digitali sugli i-pad che saranno a disposizione del progetto avverrà proprio in questa seconda fase
Proprio le interviste e la loro restituzione collettiva sono state la base del lavoro successivo, sia in risposta ai bisogni emersi, sia come inizio del lavoro di rete, cominciato proprio dalla creazione della rete tra gli abitanti attraverso l’attivazione di gruppi di interesse su alcune attività-cardine da questi proposte (alfabetizzazione informatica, vita attiva e cammini naturali,…).
Il compito principale degli animatori in questa fase è quello di creare connessioni tra le domande espresse e le risposte possibili.
Per questo è importante rappresentare e analizzare le domande espresse creando una “mappa”
Tra un incontro formativo ed un altro, sia in presenza, sia on line, gli animatori hanno realizzato sessioni di lavoro con gli abitanti (circa 15 persone ad incontro) ed hanno effettivamente realizzato la mappatura degli attori pubblici e privati del territorio.
Una mappatura dunque non tracciata a tavolino ma creata attraverso relazioni dirette e personalizzate con i diversi soggetti ai quali è stato presentato il progetto e chiesta esplicitamente un’adesione al percorso avviato nella prospettiva di sviluppo locale da tutti/e invocata.
Questo è stato il secondo passo per la costruzione della rete di prossimità e proprio il modo di realizzare la mappatura ha fatto sì che diventasse uno strumento dinamico del progetto: una mappa di comunità, rappresentata in modo partecipato dai partecipanti e dagli abitanti su un supporto cartaceo e assunta come base di riferimento dalla piattaforma digitale che, nel frattempo, veniva costruita dal partner Sargo a partire dal lavoro in progress del progetto e del suo percorso formativo, dalla relazione con gli abitanti e dalle relazioni di rete.
Tutto questo ha portato ad una forte valorizzazione ed incremento di abilità e competenze sia dei/lle partecipanti sia degli abitanti che si sono direttamente messi in gioco, divenendo di fatto anch’essi attori del progetto e prefigurando, in vista di una continuazione del progetto, attività che possono prevedere anche alcune opportunità occupazionali.
Anche per questa fase del percorso, l’8 maggio 2025 un evento di restituzione si è tenuto al Cellulosa
Terza fase – Maggio-Giugno 2025
E’ la fase conclusiva del percorso e del progetto dedicata prioritariamente
- a rafforzare i legami di rete ri-creati sia nel territorio di Lama di Reno a partire dagli abitanti sia tra i comuni e le organizzazioni della Valle del Reno;
- a far sintesi delle azioni messe in atto, dei materiali prodotti e raccolti, delle metodologie utilizzate;
- a considerare gli elementi che possono rendere riproducibile il percorso in una logica di rete
- alla ricerca di sostenibilità delle azioni messe in atto, prima tra tutte la possibilità di stabilizzare dal punto di vista occupazionale il numero più ampio possibile di animatori/trici di prossimità che hanno terminato il percorso. Ciò proprio nell’ottica del rafforzamento del network tra comuni, organizzazioni di terzo settore e imprese (sociali e non), E’ una prospettiva che potrà rafforzare non solo l’azione dei singoli territori ma acquistare rilevanza per l’intera Valle e consentire che il network che si è andato creando possa realmente continuare a muoversi per gestire progetti di sviluppo partecipato improntati all’innovazione e alla coesione sociale.
In questi due mesi si è intensificato il lavoro per la promozione e la realizzazione della rete territoriale.
E’ stata ed è una componente fondamentale del progetto e inscindibilmente legata – come recita il titolo stesso del progetto – al’insieme della sua realizzazione.
Il percorso formativo, infatti – che del progetto è stato il volano e l’asse – ha iniziato la propria realizzazione proprio ricreando legami tra gli abitanti e promuovendo una prima rete sul territorio (primo step) che – sempre con il percorso formativo – si è andata allargando ad attori pubblici e privati del territorio (secondo step).
Le relazioni con questi sono state costantemente curate, sia dai referenti di progetto sia da tutti i partecipanti al percorso formativo che – come abbiamo detto – si sono attivati come attori motivati e coinvolti personalmente nel raggiungimento degli obiettivi di progetto assumendone la visione e la metodologia partecipativa.
D’altro canto il coinvolgimento diretto nel progetto e nel percorso formativo di dirigenti e operatori della cooperativa proponente ha garantito proprio l’allineamento tra obiettivi e metodologie realizzati e gli obiettivi della cooperativa stessa che assume e pratica i valori inclusivi e di rete dell’economia sociale solidale.
La rete degli attori pubblici e privati della cooperativa sociale “Lo scoiattolo” a Lama di Reno – a partire dai diversi servizi del Comune fino ad altre cooperative sociali del territorio e alle imprese di economia sociale solidale che riforniscono la bottega del “Cellulosa” – sono stati infatti alla base del lavoro ulteriore condotto con i partecipanti al progetto.
E’ stato un lavoro in progress, raffigurabile con i cerchi concentrici di una goccia d’acqua, che si è ulteriormente collegato con quello realizzato con la rete dei “supporter” del progetto: anche qui, in primis, il Comune di Marzabotto, l’Unione dei Comuni dell’Appennino, Confcooperative Terre d’Emilia, Emilbanca.
Due eventi conclusivi del percorso e del progetto hanno fatto sintesi con lo scopo di far emergere
- i processi partecipativi messi in atto
- i livelli di empowerment acquisiti dai diversi soggetti (gli anziani e non solo)
- le proposte che gli stessi cittadini avranno presentato ed elaborato, proprio con l’accompagnamento degli animatori di prossimità.
Il primo è stato il Seminario svolto il 26 giugno 2025 – organizzato con il Comune di Marzabotto – e svolto nella Sala Polivalente della Casa della Cultura e della Memoria del Comune stesso.
Il Seminario ha visto l’intervento del proponente (Lo Scoiattolo) e dei soggetti attuatori (Solidarius Italia, Coop. Sargo, Studio Pro) e una discussione collettiva in cui, a partire dagli esiti di PROXIMA studiare la possibilità sia di continuare il progetto a Lama di Reno sia replicarlo in altri comuni del territorio, coscienti che i percorsi partecipativi hanno bisogno di tempo e di risorse per consolidarsi e diffondersi.
Nel Seminario, oltre all’apprezzamento generale per il lavoro complessivamente realizzato, sono stati sottolineati due elementi a nostro avviso importanti:
il carattere innovativo di un intervento partecipato in linea con le direttive, anche europee, dello sviluppo locale partecipato
le potenzialità di diffusività e replicabilità dell’intervento proprio ed anche in una logica collaborativa e di rete tra istituzioni pubbliche e soggetti di economia sociale solidale.
Da parte di tutti gli attori intervenuti c’è stato un atteggiamento propositivo proprio per garantire il prosieguo e la diffusività del “modello Lama”.
Due proposte tra le altre, che saranno riprese dal proponente unitamente alla rete creata a partire dal prossimo mese di settembre:
la convocazione del Consiglio di Frazione ;
l’impegno dell’Unione dei Comuni dell’Appennino ad attivarsi per dare sostenibilità alle azioni del progetto anche in altri Comuni.
Il secondo evento è stata una Festa organizzata al Cellulosa il 27 giugno con gli abitanti e con chi è stato coinvolto dal progetto.
Gli intervenuti hanno colto l’occasione non tanto o solo per un “saluto” conclusivo ma per rilanciare alcune piste di lavoro da riprendere dopo la pausa estiva (i gruppi di lavoro di informatica, dei cammini, di artigianato, una piccola università dei saperi per valorizzare il patrimonio immateriale dei saperi, conoscenze ed esperienze…).
E’ stato un segnale importante dei legami reali che si sono creati sul territorio e con tutta l’equipe di progetto che apre ad un’ultima riflessione.
Abbiamo verificato ancora una volta che i processi che hanno al centro le persone (nel nostro caso i/le partecipanti al percorso ma sopratutto gli abitanti di una frazione “desertificata” da un modello di sviluppo estrattivo e delusi da anni di solitudine e di abbandono) hanno bisogno di una risorsa che spesso è ancora più importante di quelle economiche: IL TEMPO. Quello previsto e sostenuto dal progetto lo abbiamo utilizzato al massimo proprio facendo leva sulle motivazioni degli/le animatori/trici, sia su quelle – ritrovate – di molti cittadini e cittadine di lama, proprio a partire dai/lle più anziani/e.
Sappiamo però che il lavoro realizzato nel tempo dato dal progetto non basta a consolidare i risultati raggiunti ed è proprio per questo che, con tutti gli attori (partecipanti al percorso, volontari dell’Associazione “Luoghi comuni” e dirigenti/operatori della Cooperativa “Lo scoiattolo”, cittadini e titolari di attività economiche di Lama, istituzioni pubbliche del territorio e dei comuni vicini) ci siamo dati appuntamento a settembre per rinsaldare legami solidali e continuare a costruire… Lama futura.
Non una conclusione, ma uno step ulteriore, dal momento che da questo incontro, non solo sono scaturite nuove idee di attività da parte dei cittadini ma “Lo Scoiattolo”, attraverso l’associazione “Luoghi comuni”, ha dato appuntamento a settembre, garantendo la continuazione del percorso iniziato in una prospettiva di sviluppo locale sostenibile e solidale.