1 – La ristrutturazione dei locali
Ha previsto la riqualificazione di alcuni spazi del complesso Cellulosa (Biblioteca, spazio teatrale e relativi servizi) per creare uno spazio multifunzionale di prossimità dedicato a eventi, iniziative socio-culturali e di convivialità anche intergenerazionali. La ristrutturazione della Biblioteca ha recuperato la vecchia “sala saldatura” della Cartiera ha – in particolare – consentito lo svolgimento delle attività previste del progetto: incontri di formazione degli animatori di prossimità, incontri di promozione del progetto con i cittadini, laboratori sorti dall’iniziativa dei cittadini coinvolti nel progetto e parte delle finalità del progetto stesso, proiezione di filmati per la formazione digitale dei destinatari del progetto, incontri con rappresentanti degli enti pubblici coinvolti nel progetto. La Biblioteca è stato ed è anche il luogo di incontri formali e informali ed eventi di rete, che favoriscono la socializzazione e la promozione delle attività oltre i confini comunali.
2 – Il percorso formativo
Lungo i mesi del progetto un percorso di formazione-azione si è snodato contemporaneamente allo sviluppo della piattaforma digitale. Parliamo di formazione-azione perché lo stimolo teorico che ha progressivamente coinvolto gli/le aspiranti animatori e animatrici di comunità durante gli incontri in presenza ha puntualmente trovato riscontro in attività pratiche di attuazione e rielaborazione (il lavoro sul campo) di quanto appreso. La metodologia partecipativa ha consentito, da un lato, l’avvio di una forte coesione del gruppo e questo ha corrisposto, dall’altro, ad un coinvolgimento dei cittadini di Lama che da destinatari del progetto ne sono diventati progressivamente attori.
La durata del percorso prevista dal documento di progetto era di 150 ore così distribuite:
- Incontri in presenza – 10 di 6 ore ciascuno con cadenza mensile (60 ore);
- Lavoro sul campo circa 9 ore al mese (90 ore) tra un incontro in presenza e un altro.
Proprio il coinvolgimento in attività che hanno suscitato interesse e passione nei/lle partecipanti (5) ha fatto sì che le ore effettivamente svolte sia negli incontri in presenza, sia in quelli intermedi on line, sia nel lavoro sul campo siano state molte di più.
Di fatto il percorso formativo , nelle sue diverse fasi, si è andato rivelando come l’asse portante del progetto attraverso il quale si è messo in moto un processo di sviluppo locale di comunità che ha trovato rappresentazione progressiva in una mappa di comunità.
3 – La piattaforma e gli strumenti digitali
La piattaforma (numeri utili e di emergenza ma non copia di altri strumenti di pubblica utilità); il coinvolgimento nel percorso formativo di anziani abitanti di Lama come docenti peer to peer con altri per eliminare esclusione e solitudini anche superando il digital divide) ; la digitalizzazione e la dinamicizzazione della mappa di comunità, accessibile dalla piattaforma e da questo sito; i tablet. La repository con i materiali prodotti durante il progetto.
4 – La promozione della rete territoriale
E’ stata interpretata dal promotore e dai partner di progetto come un processo permanente che nei fatti ha coinciso e accompagnato temporalmente tutta la realizzazione del progetto stesso. In questo quadro il supporto della comunicazione (e gli strumenti a questa correlati) sono divenuti uno strumento direttamente rivolto a dialogare con e tra i diversi attori territoriali (abitanti, partecipanti, partner, supporter, altri attori pubblici e privati) per creare-ricreare quei legami di prossimità (reti) la cui assenza o carenza sono state all’origine stessa di Proxima.
In altre parole il termine “promozione” non è stato inteso coma un supporto di marketing e di pubblicità del progetto, rivolto prevalentemente all’esterno di esso, ma come strumento scaturito e gestito dagli attori del progetto (dai partecipanti con gli abitanti del territorio) per allargarne le potenzialità di azione verso il coinvolgimento di un numero sempre più ampio di attori pubblici e privati.
In questa luce vanno perciò visti gli strumenti di comunicazione creati con il supporto dei referenti di progetto (volantini, locandine, post sui social media) e utilizzati lungo tutto l’arco di realizzazione del progetto stesso: anche la loro creazione è avvenuta in modo partecipato e sono stati proprio i partecipanti – spesso insieme agli abitanti – a utilizzarli e a diffonderli come protagonisti attivi
5 – La valutazione
Le differenti fasi del percorso formativo hanno visto momenti partecipati di autovalutazione e di verifica non solo con i partecipanti del percorso ma anche con i cittadini che progressivamente si sono coinvolti nelle attività di progetto. Da qui e dal materiale via via raccolto è stato possibile per il valutatore condurre un processo di valutazione che ha portato alla stesura di un bilancio sociale di progetto. La valutazione condotta da Studio Pro – seguendo la traccia del disegno della valutazione – ha messo in evidenza alcuni aspetti strategici che sono stati perciò condivisi sia con la comunità locale sia con il team di progetto. In particolare, vale qui segnalare 4 aspetti emersi:
- (a) la rigenerazione dei territori – soprattutto afferenti le Aree Interne – non si può innescare solamente sulla riqualificazione urbana o edilizia; per poter attivare la rigenerazione va dapprima riconosciuta, fatta emergere e attivata la (le) comunità locali – soggetto collettivo che si riconosce un potere di cambiamento;
- (b) se la mancanza di servizi (oltre che di lavoro) è un fattore decisivo nel processo di spopolamento, le modalità cooperative attivate dalla comunità sono le leve principali da muovere per invertire quel processo. Una comunità non si attiva mai tutta insieme ma lo fa per sottogruppi.
- (c) Ogni processo di attivazione di comunità ha bisogno di agenti formati; si tratta di una formazione complessa (frontale, sul campo, esperienziale);
- (d) i processi di rigenerazione dei territori hanno tempi medio-lunghi e non vanno misurati in termini quantitativi ma compresi nei significati che producono”.